Finalizzato alla realizzazione di uno spazio architettonico semplice, pulito, estroverso e al tempo stesso funzionale per una coppia di giovani, il progetto di ristrutturazione dell’appartamento milanese risalente agli anni sessanta esprime al meglio la sintesi tra la filosofia del Less is More ed il concetto di Wabi-Sabi, evocando la nascita di una coscienza soggettiva dello spazio architettonico raggiungibile esclusivamente attraverso la scissione dall’ostacolo materiale.
Mi casa no está decorada, está pensada en función de la vida, la lux y la belleza. Hay una armonía de espacios y de formas y, sobre todo, un concepto muy funcional con respecto al hombre, al confort y a la alegría. Mi casa tiene una enorme alegría y una luz espléndida.
César Manrique
Un nuovo ambiente fluido, dinamico e flessibile sostituisce il rigido impianto distributivo esistente. L’unicità del nuovo spazio architettonico si rivela per mezzo della nuova parete che, come un monolite in ferro arrugginito caduto di traverso, invita alla scissione funzionale di un ambiente che appare invece continuo da un punto di vista prettamente materiale e percettivo.

Materiali ricercati per qualità ed espressione denotano la consapevolezza della ricerca architettonica. Alle resistenti lastre in grès, effetto cemento naturale e formato 80 x 80, che evidenziano la continuità e l’arbitrarietà dello spazio architettonico, si accostano elementi puri i quali, manifestando al meglio le proprie peculiarità materiali, diventano inalienabili inviti alla consapevolezza della qualità dello spazio.
In quest’ottica lo slash in ferro arrugginito, saturo di matericità e singolare ed unico nella sua espressione, mira a separare e a lasciar passare, contrariamente al grande foglio in vetro che, imponente e al tempo stesso sensibile, vuole quasi timidamente separare un’ambiente che, per necessità, dev’essere separato.



